venerdì 30 dicembre 2011

Problematiche condominiali

Io non ho mai avuto la voglia e la capacità di ricordarmi chi fossero gli inquilini del mio stesso condominio.
I cognomi sono stati da sempre un grosso enigma. Per cui mio fratello e i miei genitori erano e sono soliti descrivermi fisicamente il soggetto di cui si parla, indicare che macchina guida, dove si trova il suo box... Una sorta di identikit.
Altra grande mancanza è da sempre stata quella di non ricordarsi i gradi di parentela tra Tizio e Caio. Problema non da poco quando ti trovi il manifesto funebre del deceduto di turno... Il cognome ha un non so che di già sentito... Per cui, chiedendo informazioni in famiglia, mi rispondono: "E' la moglie di Tizio".
E chi è Tizio???
Per non cadere in un vortice autodistruttivo, per fortuna evitano di rispondermi "E' il marito di Caio", bensì "è quello con l'alzheimer", come nell'ultimo caso.
Ora ricordo di chi si tratta. Ho in mente lui. Un tipo magrolino che una volta bussò alla porta: io riconobbi il volto pur non ricordando il cognome... Lo salutai, ma lui non ricambiò il saluto. Mi fissava con un sorrisetto del cazzo. I secondi passavano, senza che nè l'uno nè l'altro proferisse parola. Se ci fosse stata una musica di Ennio Morricone in sottofondo, sarebbe stato perfetto.
Proprio nel momento in cui stavo per mandarlo letteralmente a fanculo (se non peggio), si affacciò mia madre per capire cosa succedesse e sbrogliare l'imbarazzante situazione.
Fu allora che seppi dell'alzheimer. Spero di non arrivare mai a quel livello di rincoglionimento. Non voglio diventare una sorta di testimone di Geova sordomuto con una paresi facciale, che gira porta a porta a fracassare i coglioni alla gente.

Inoltre, un dilemma esistenziale che ancora mi pongo, consiste nello scegliere la forma di saluto più appropriata. Se è giovane abbastanza, va bene un "ciao". Se è un adulto simpatico con cui mi è capitato di scambiare più di 3 frasi in 28 anni, allora può andar bene un "buongiorno/buonasera". Se si tratta di un adulto assolutamente inerte e asociale, allora vada per il "salve".
Quando qualcuno di loro si palesa inaspettatamente davanti ai maroni,
puntualmente sbaglio forma di saluto.
Dico "ciao" al vecchio sconosciuto e rincoglionito in visita di piacere nel mio portone, e "salve" al bambino di 10 anni col pallone in mano.
 
Quando invece mi aspetto di incontrare qualcuno, ho il tempo di elaborare le diverse opzioni.
Che poi, fosse per me, saluterei con "ciao" chiunque: dal bimbo di 6 anni al vecchio rincoglionito di prima. Ma pare che questo modo di interloquire non sia socialmente consono, e magari qualcuno la prende come insubordinazione verso chi è più vecchio/adulto/acculturato di te. Che poi è la stessa situazione che spinge il vecchio di turno a non salutare mai per primo, bensì ad aspettare che tu, giovinotto sbarbatello, lo saluti per primo in segno di rispetto. 

Sto divagando...
Dicevo, rapporti fittizi di reciproca tolleranza e conoscenza.
Qualche giorno fa, forse proprio a Natale, uscendo dal mio portone vedo un ragazzo a circa 20 metri da me. Viso conosciuto, ma ovviamente non ricordo il cognome. E' il momento: decido di fare il grande passo... sorridendo gli dico "Ciao, auguri!".
Il tipo mi guarda mentre mi avvicino, mi scruta. Faccia impassibile.
Sono a 15 metri: "Ciao auguri!"
...Non una smorfia... Continua a fissarmi.
Arrivo a 10 metri: "Ciao auguri...", con un sorriso ormai tirato...
Il genio non capisce. Gira la testa alle sue spalle, cercando qualcun altro nella sua direzione. Crede di non essere lui il mio interlocutore. Che magari si trova solo al centro di un imbarazzante malinteso.
..."No no, dico a te. Ciao e auguri..."
- "Ah scusa! Ciao.... ehm... auguri... no, pensavo che...."
..."Tranquillo... Ciao", con un sorrisetto tiratissimo e tante imprecazioni a lui e al suo albero genealogico non appena le mie labbra non sono più nel suo campo visivo.
Decido in quel momento che prendere questo tipo di iniziative può essere deleterio. Non lo farò più.

Oggi invece un simpatico siparietto a casa mia.
Bussano alla porta. Mia madre va ad aprire. Io resto nella sala a fianco, coperto da un muro, seduto davanti al computer. In silenzio.
E' la vecchiazza del quinto piano, che ogni anno in questi giorni distribuisce il "Calendario Cristiano". Io obbiettivamente non so di che minchia di religione sia sta tizia... so solo che ogni qualvolta le faccio gli auguri, che sia Natale o Pasqua, la vecchiazza in questione mi guarda in cagnesco spiegandomi che "loro" non festeggiano quella festività. Roba che se la prendessi a parolacce augurandole la morte, forse non reagirebbe così.
Che poi, che cazzo significa essere cristiano? Ci sono i cristiani cattolici, quelli ortodossi, quelli protestanti e forse decine di altri tipi.
Bene... mia madre quindi apre la porta. E l'accoglie con inaspettato entusiasmo, invitandola ad entrare 2 minuti.
Le mie maledizioni silenziose si moltiplicano esponenzialmente.
Scelgo di mimetizzarmi. Restare in apnea, non muovere un muscolo nè proferire parola. Il cellulare in modalità silenziosa. In fondo 2 minuti cosa sono? Mi nascondo, appiccicato al muro. 4 metri scarsi dall'apostolo di non so quale Dio.
- "Ma accomodati pure... siediti un po'!!!"
Madre, ma che cazzo ti dice il cervello?
Sono 3 minuti interminabili in cui parlano di tutto. Dalla nostra casa bellissima (?), alla defunta di cui prima, alla cucina. In quel momento mia madre ricorda una squisita ricetta che l'anzionotta folgorata dalla fede le diede mesi addietro... Una "buonissima pizza con le verdure".
- "Vero Marco? Era proprio buona la pizza con le verdure???" 
...Ma Cristo!!! La mia copertura è saltata per una pizza del cazzo.
"Si si... era buona"... quindi mi affaccio aldilà del muro fingendomi indaffarato in qualcosa top-secret: "Salve, buonasera...".
Torno nell'ombra. Era quasi fatta. Perchè tempo 45 secondi e la vecchia si alza dal divano per andare via. Nel farlo abbozza un saluto imbarazzato verso di me:
- "Ciao... ehmmm........... Ciao!... che bel ragazzo che è..." 
Ma fottiti, rincoglionita del cazzo. Non sai neanche come mi chiamo.
Fanculo tu e il tuo calendario di merda, che puntualmente passa dalle tue mani all'immondizia.
Ma tra l'encefalo e la cavità orale c'è di mezzo un filtro potentissimo che mi consente di apparire il solito educatissimo bel ragazzo:
"Salve, salve... Grazie :)"
Crepa.

martedì 15 novembre 2011

La caldaia della discordia

(Episodi di vita vissuta che potrebbero non interessare al lettore)

Ma L MURT DI EVA!!! [cit]

Potevo fare di peggio, per insultare il mio proprietario di casa (d'ora in poi chiamato genio). E giuro che l'ho mentalmente fatto, mentre tentava di rimediare ai danni degli oggetti pseudo-funzionanti che monta in casa.
Anzi, parlare di danni è sbagliato. Perchè non è che funzionino male. Il problema è che non funzionano proprio! Questo, già da solo, sarebbe un buon motivo per inveire contro di lui e scagliare maledizioni contro le (almeno) sette generazioni future del soggetto in questione.
Ma la chiave di volta che ti permette di covare un odio viscerale verso questa tipologia antropologicamente misteriosa di personaggio, è la sua ostentazione di conoscenza, certezza e competenza. Un odio che potrebbe, un giorno di questi, trasformarsi in un raptus omicida da lasciare senza parole anche i coniugi Romano/Bazzi di Erba.

Tutto ciò nasce dal principio di assideramento da cui sono colpito in questo istante, in cui le dita sono praticamente insensibili al contatto con i tasti. Sto con la sciarpa in casa. Ormai vivo in simbiosi con indumenti di pile.
Motivo: la caldaia non funziona, e di conseguenza i termosifoni non riscaldano.
A questo punto, flashback n°1.

Inverno 2010/2011. Identico problema: i termosifoni non si accendono, e lo trascorro martellando la caldaia vecchia affinchè questa si accendesse. Ebbene si, l'unico modo per farla partire era quello: sfogare i propri istinti omicidi latenti contro un oggetto di metallo. Il divertimento stava nel farlo in notturna. Con una mano picchiavo lei, con l'altra mi ravanavo nelle mutande, per annientare le maledizioni dei vicini di casa infastiditi dal rumore, e che sicuramente mi stavano augurando la morte.
Ovviamente la strategia riparatoria era stata suggerita dal genio.
A febbraio si decide di cambiarla. Alleluja. Il genio propone l'affare: 
"c'è questo amico mio che potrebbe darmi un'ottima caldaia, mai usata... praticamente nuova..."
Si decide di prenderla, dividendo la spesa. Nel frattempo continuo a martellare la caldaia vecchia, perchè trascorre il tempo ma 'sta caldaia nuova non si vede.
"Miracolosamente" appare quando le temperature si alzano.
La installa, continuando a riempirsi la bocca dell'affare che CI ha fatto fare. (S'intende che ovviamente ogni suo tentativo di autoesaltazione, deve essere seguito da una serie di ossequiosi ringraziamenti, altrimenti il suddetto entra in una sorta di cortocircuito mentale in cui ripete ossessivamente un concetto in attesa del codice di sblocco, dato appunto dalle 6 lettere: g r a z i e).
La caldaia nuova, lungi dall'essere immacolata in quanto mostra palesi segni di usura, nell'ottica del genio si pone a livelli di venerabilità degni della Madonna di Lourdes e quella di Medjugorje (la sottomarca della prima).
...Ebbene... ora a casa mia fa palesemente freddo.
E questo oggetto di culto non compie il suo miracolo. Le sto solo chiedendo di accendersi, di riscaldarmi. Non di fluttuare a mezz'aria. Ma è talmente nuova e perfetta, che forse non si abbassa a simili declassamenti. Forse dovrei chiederle davvero di fluttuare a mezz'aria.
Il genio viene a casa, oggi. Nelle parole e nello sguardo si legge già la soluzione al problema. Lui sa. Tutto. Lui aggiusta. Tutto. Ci combatte circa per un'ora, dando per scontato, compreso e quindi sistemato, ora un malfunzionamento, ora un altro. E se non è questo, allora è senz'altro quest'altro. Sicuramente.
La soluzione sembra ad un passo.
"Ecco, ora funziona.... vuoi vedere?"
...E fammi vedere, penso io.
Niente. Tutto è immutato. In questi tentativi riesce a fare solo due cose: piegare letteralmente una moneta da 5 cent ed una da 2 cent, tentando invano di girare una vite; e trovare una moneta da 100 lire tra un tubo e l'altro.
Dopo un'ora il problema è lì, non ci ha capito un cazzo, ma l'importante è ostentare di sapere (anzi, tentare di far credere) che la soluzione è a portata di mano. Per cui giura di tornare in meno di 24 ore a sistemare tutto. A sistemare la sua caldaia nuova... il suo affare pagato a metà con noi.

Ma andando via gli faccio notare anche un altro problema, che col primo ha in comune lo sfogo di aggressività latente contro oggetti inanimati.
Lo scarico del cesso.
Flashback n°2.
Primavera 2011. Lo scarico precedente funzionava a cazzo:
"Ci penso io..."
Un bel lunedì torno a Bari e trovo alcuni pezzi vecchi in una scatola. Lo chiamo e mi dice che ha comprato un pezzo nuovo, ha sostituito il vecchio malfunzionante, ed ora funziona tutto alla perfezione. Ha speso 32 euro. Sulla fiducia. Perchè scontrini io non ne ho mai visti, in 8 anni.
Tempo 3 giorni e lo scarico in effetti non dava il problema precedente, ma una volta tirato lo sciaquone non si riempiva più. Questo accadeva quando a casa si abbassava la pressione dell'acqua. Cioè circa 17 ore su 24.
Allerto il genio. Il quale ha la solita soluzione: "Dai qualche botta piccola, così dovrebbe sbloccarsi".
E così faccio. E in effetti funziona. Ma a lungo andare i soliti vicini di casa hanno iniziato ad affilare i coltelli. Soprattutto in queste ultime settimane, in cui ai miei colpi ne seguivano, nell'arco di qualche secondo, altri identici dall'appartamento di fianco. Una sorta di codice Morse, con cui il nemico del condominio di fianco giurava di farmela pagare cara.
Decido quindi di allertare il genio anche di questo secondo e già enunciato problema.
Mentre è lì che guarda il cesso e ri-ascolta il problema, per 5 minuti non capisce. Proponendo, con la solita convinzione, soluzioni che nulla hanno a che fare con quello che sto dicendo. Poi capisce. E mi chiede:
"Come lo facevi funzionare quando non andava?"
-
"Davo qualche botta qui"
In quell'istante abbozza un sorrisetto che voleva dire "ma no, pivello inesperto... non è così che si risolve...", per poi dire "Se fai troppo forte rischi di romperlo... No, no. Per questo non puoi far nulla. Devi attivare il motorino dell'acqua per alzare la pressione. Che qui al quarto piano è troppo bassa".
No, ma grazie. Chi l'avrebbe mai detto. Sarebbe stato troppo aspettarsi che tutto funzionasse come previsto. Tra l'altro, lo scarico rotto di prima presentava un problema diverso da questo. Quindi non si sa come facesse quello vecchio e rotto a riempirsi, e questo nuovo no. La pressione dell'acqua faceva cagare prima e fa cagare ora.
L'arte dell'arrangiarsi.
A cui vanno ad aggiungersi "le tapparelle nuove" (una delle quali, se si abbassa, non si alza più), "le porte nuove" (una delle quali aveva perso una maniglia), "le pareti appena ridipinte" (che in alcuni punti si scrostano per l'umidità).

I risultati della giornata sono i seguenti:
- sono ancora ipotermico;
- lo scarico del cesso funziona come prima: a cazzo;
- ho preso a pugni un muro, per mesi, senza motivo;
- ho 35,54 lire in meno ---> 7 cent=135,54 lire perse, a cui sottraggo le 100 lire trovate. Sono in passivo. Questo mese mi tocca stringere la cinghia.

giovedì 10 novembre 2011

11:11

Ore 11:11 del 11/11/2011.
Aspettavo con ansia, curiosità e paura questo momento. Ora è quasi arrivato. Mancano poche ore.
Erano anni che qualcuno o qualcosa mi lanciava dei segnali.
Non so quale sia la percentuale di probabilità, che una persona ha, di guardare l'orologio quasi sempre alla stesso orario. Non parlo di giorni, ma di anni.
Beh, io quella percentuale l'ho scandalosamente superata.
Sebbene in questo momento mi senta come Roberto Giacobbo in Voyager, sono certo che domani accadrà qualcosa di grande, incommensurabile... che potrà radicalmente cambiare le sorti dell'umanità.
Gli oscuri presagi stanno prendendo forma: Berlusconi vacilla, pare sia pronto a dimettersi.
Tutto ciò non è casuale. Fa parte di un disegno, ne sono certo.

Senza guardare troppo in grande però, domani potrebbe più semplicemente essere la fine dei miei giorni.
Vedo i segni del trapasso in ogni dove. Ormai mi sento braccato. Ho il fiato sul collo, di qualcuno o qualcosa. Oggi pomeriggio alle 15 inaspettatamente il citofono suona. Lo ignoro. Poco dopo è il turno del campanello. Ignoro anche quello... ho paura. Si avvicinano. Li sento dietro la porta. Stanno venendo a prendermi, me lo sento.
Il Caronte della situazione, colui che mi traghetterà sull'Ade, potrebbe essere il capo condomino. Forse il fiato sul collo è il suo. Ne percepisco il fetore. D'altronde non gli pago i 15 euro mensili da circa 3 anni. Potrebbe rivalersi sugli arretrati.
Ci ho riflettuto tanto. Non so cosa fare alle 11:10 di domani. Suderò freddo. In quel momento sarò a lezione, tra la gente. Come faranno a prendermi? Non ho del tutto scartato l'ipotesi del rapimento degli alieni. Sparirò? Cadrò in coma? O peggio, esanime?
Il testamento l'ho scritto. E' qui, da qualche parte.
Sarò fatalista, ma venderò cara la mia pelle. Tramandate ai posteri il mio verbo. Chiamate il vostro primogenito come me, indipendentemente dal fatto che sia maschio o femmina.

"E se tutto ciò fosse imputabile al caso? Se ti sbagliassi?..."
Ebbene... vorrà dire che domani sera avrò la possibilità di vedere Laura Pausini su Italia 1 alle 21:11..............

No aspè...
Ok, ora sono pronto. Facciamola finita. Avevamo detto le 11:11 del 11/11/2011. Mi sfuggiva la ragione. Ora mi è chiara.
Non ti sbagliare. Ti aspetto.
Voglio sparire o trapassare prima di pranzo. Non farmi arrivare agonizzante fino a sera, ti prego.


domenica 30 ottobre 2011

Qualcosa è cambiato

Dal punto di vista musicale, da piccolo hanno sempre cercato di fuorviarmi.
Per anni semplicemente ho ascoltato quello che mi proponevano mio padre o la radio: il primo oscillava tra le sue radici rock (rinnegate in età avanzata) e una sadica attrazione per melodie omosessuali, da teenager o femminili, di cui era solito apprezzare solo la componente vocale; la seconda proponeva un bagaglio musicale sterile di cui io ero solito andarmi a recuperare vere perle del panorama "discotecaro" dell'epoca.
In parole povere, se la radio di per sè proponeva solo merda, io andavo a scegliermi proprio la crème de la crème di quella merda, facendomi vere e proprie compilation su audiocassetta. Solitamente questa usanza era tipica dei mesi immediatamente successivi al rientro dalle vacanze... Vacanze che venivano trascorse perennemente (per 60 giorni consecutivi) all'interno di una discoteca, nel tentativo di sedurre pseudo-aitanti ragazzine polacche. Tentativi puntualmente e miseramente falliti.

Mio padre invece lanciava dei tenui segni di sanità mentale, ascoltando raramente Queen e Deep Purple. Non ero ancora abbastanza intelligente per capire che l'entusiasmo che provavo per quelle canzoni, FORSE significava che la mia strada era quella...
Invece mi lasciavo sedurre dai talentuosi Elton John, Celine Dion, Eros Ramazzotti, Backstreet Boys (tuttora nella sua auto), Five, Mango... il lato oscuro e gay di mio padre.
C'è stato pure il periodo di fissa per i Neri per caso. E c'è anche un video che testimonia tutto ciò. Un filmino della vergogna, in cui io e altri 4 ragazzini (che non menzionerò) cantiamo a cappella le loro canzoni. Ed io non sono assolutamente quello che se ne sta in disparte, che si limita solo a battere le mani, e che magari sta pensando "ma se questo video ricomparisse tra 15 anni? cosa ne sarà della mia reputazione?"... (ancora non sapevo che, 15 anni dopo, quella reputazione io avrei già provveduto ad auto-demolirmela in maniera alternativa...).
Dicevo... in quel filmino, io sono il front-man. Wow.
(N.B. Non lo vedrete mai. Neanche dietro pagamento o ricatti)



Con la pubertà incalzante e i primi ormoni grandi quanto topi di fogna, mi lasciai addirittura sedurre dalle Spice Girls.
Era il periodo delle scuole medie, lo ricordo ancora. In cui la professoressa di artistica ci chiedeva di disegnare qualcosa a piacere, ed io facevo un murales con la scritta "Spice Girls". Se mio figlio avesse fatto una cosa del genere, ora sarebbe tetraplegico e in qualche casa di cura. E sicuramente non avrebbe il mio cognome.


Però in tutto questo, ad un certo punto successe qualcosa.

Prima epifania.
Anno 1998. Dio benedica il jukebox. Proprio nella stessa discoteca estiva, che altro non era che un lido che frequentavamo no-stop dalle 10 di mattina alle 2 di notte (sempre per lo stesso motivo... le polacche), c'era un disco di un gruppo che a me e a molti altri era sconosciuto: Americana, degli Offspring.
Il che, visti i jukebox odierni, se ci pensate è una rarità.
Ed è stata una rivelazione che ha indotto esaltazione allo stato puro. E non solo in me. Il manifesto di quell'album è stata lei, e ascoltandola di nuovo ancora mi esalto:

The Offspring - The kids aren't alright


A quel punto ho inconsciamente capito
che la mia strada era un'altra.
Anno 1999: è il turno dei Blink 182 con l'abum Enema of the State. Consumato per eccessiva usura anche lui.


A farmi compagnia con i Blink, ci sono i Red Hot Chili Peppers: l'album è Californication.
Fino a questo punto, internet ancora non è entrato nella mia vita.
Tutto quello che ascolto, lo faccio a seguito di masterizzazioni clandestine di dischi. C'erano addirittura negozi che noleggiavano i cd. I masterizzatori costavano 600-800.000 lire. I cd vergini erano oggetti sacri da venerare e usare con cautela.


Anno 2000: seconda epifania.
Ho il mio primo pc, e ben presto cominciano a diffondersi programmi come Napster e WinMX. Fino ad allora, io neanche sapevo cosa fosse un mp3. Per creare un disco intero, potevo impiegarci giorni... settimane. Quando era completo, era un'apoteosi di adrenalina.

In quel periodo vengo stuprato dal nu-metal. Non ho potuto farci niente...
Loro sono i Papa Roach, con l'album Infest:
Papa Roach - Between angels and insects


Frequentavo le scuole superiori, ed iniziavo ad essere additato come colui che ascoltava la musica in cui si limitavano a "gridare". Quella che gli altri reputano tutta uguale, perchè non avevano la pazienza e l'orecchio per capirla. Quelli che quando ti chiedevano cosa ascoltassi, ti rispondevano in coro "chi??? i Papa cosa???". Sono quelli che in quello stesso periodo ascoltavano Craig David.

Estate 2000. Mio fratello acquista una rivista rock, in cui ci sono queste due canzoni:




Lo stereo della mia casa al mare, con le finestre aperte, le riproduce a manetta per 60 giorni mentre mi faccio la doccia, la barba, mentre mi vesto. Ogni cazzo di secondo che sto in casa.


Autunno 2000: a casa mia arrivano Tele+ e il satellite.
C'è un programma su MTV: European Top 20. Ad un certo punto dal nulla compaiono loro: i Linkin Park. Purtroppo mandano solo un'anteprima del video della durata di 5-6 secondi, col conduttore che parla su una chitarra elettrica inconsuetamente aggressiva.
Non sapevo ancora di che cazzo si trattasse, ma ho il tempo di correre nell'altra stanza e scrivermi approssimativamente il nome del gruppo e della canzone. E' lei:


Hybrid Theory è l'album, ed è devastante.
Pregando il p2p di scaricarlo più in fretta possibile, continuo ad essere sbeffeggiato dai compagni di classe. Perchè non ce n'è UNO che li abbia mai sentiti nominare. Questo fino a metà 2001, quando stranamente un loro singolo ha successo anche in Italia. E resta nelle classifiche di MTV per settimane.

Provate oggi a chiedere a chiunque nel mondo se conosca i Linkin Park.
Provate a chiedere che fine abbia fatto Craig David.



Stesso periodo: è il turno dei Limp Bizkit con l'album Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water.
Fortunatamente, in questo raro caso, la canzone era nota al grande pubblico per ragioni anche di marketing cinematografico, con Mission Impossible II.

 
Questa è la genesi dei miei gusti musicali.
Chiamatela Epifania. Catarsi.
Ma è un processo più ampio, ancora in divenire, che non riguarda solo l'ambito musicale.

E' il passaggio dall'essere conformi ai gusti che la società ci impone, dal modo in cui essa tende a plasmarci, all'essere autonomo e slegato da ogni dettame. Ho capito che l'omologazione, in qualunque ambito, è la morte stessa dell'essere umano.
Differenziatevi. 

giovedì 27 ottobre 2011

Fede scaramantica

Non riuscirete mai a convincermi del contrario: i custodi delle religioni sono i vecchi.
Alimentano questa epidemia di fede tramandandola di generazione in generazione, ai propri figli e nipoti.
Questi ultimi un giorno saranno vecchi, e perpetueranno la catena perchè così è stato insegnato loro.
Provate a parlare con un vecchio (senza mandarlo in tilt... perchè solitamente quando si tentano ragionamenti che attivino un minimo di attività sinaptica, questi cadono in una condizione catatonica, in cui vi guardano straniti come se all'improvviso aveste iniziato a parlare qualche dialetto estinto delle terre desolate del Turkmenistan. E in quel momento ripetono in loop dei concetti appresi per imprinting in pubertà, e ripetuti settimanalmente in chiesa per anni)...dicevo... provate a parlare con un vecchio, e vi renderete conto che i motivi per cui crede sono due:
1) perchè così gli hanno insegnato;
2) per timore che la "disobbedienza" ai canoni della fede possa essere conseguenza di qualcosa di oscuro e malvagio. Non vi dirà mai queste esatte parole, ma potrete carpire questa forma mentis da espressioni del tipo "non fare/dire così, che poi.......", accompagnate da un'espressione del viso che è a metà tra l'ammonimento e il terrore.
Che poi cosa???
...In una parola, il secondo motivo per cui credono è palese: scaramanzia.
Da Wikipedia: "Con il termine superstizione si indicano credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che le fanno proprie, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale"
Il terzo motivo lo aggiungo io:
3) perchè ad una certa età non si sa più a che cazzo aggrapparsi.
Magari si lascia in soffitta Dio per decenni, ma quando poi di fronte a qualcosa di brutto ci si sente soli... puff! Ci si affida alla ruota di scorta. E a quel punto ci sono vere e proprie folgorazioni mistiche. Tutto viene interpretato in funzione di un intervento ultraterreno. Anche la regolarità intestinale... grazie a Dio che c'è.

A questo punto la proposta che farei è questa: riduciamo drasticamente l'età media del pianeta.
Voglio un genocidio di dentiere, pacemaker e strumenti per monitorare la glicemia. Facciamoli fuori, tutti.
Voglio un nuovo ordine mondiale, in cui i giovani non vengano cresciuti. Ma coltivati, in stile Matrix. Allevati nell'isolamento con nozioni scolastiche fino ad un'età tale da sviluppare una coscienza di sè stessi, degli altri e del mondo. Privi di qualsiasi contatto con suggestioni di carattere religioso.
E che poi vengano gettati nella società.
Se il caso vorrà, la fede in qualcuno (o qualcosa) la svilupperanno da sè successivamente. In autonomia. Senza che nessuno li spinga ad intraprendere una strada quando ancora non hanno una coscienza per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è vero e cosa è falso...o semplicemente cosa è e cosa non è.
Questo è il vero libero arbitrio.
Sarebbe la società ideale da cui ripartire.

Non so perchè ho scritto tutto ciò.
Forse solo perchè mi sta sul cazzo il 98,7% dei vecchi.

domenica 16 ottobre 2011

Cose che non capisco...

  • Il senso di pietà e gli slanci di altruismo che suscito nelle persone estranee quando mi accingo a fare (di proposito) un autoscatto.
  • Iniziare le frasi con "E poi boh..." per indicare qualcosa che dovrebbe indurre invidia e/o stupore nel lettore.
  • La nonchalance con cui la gente va controsenso in bicicletta.
  • Perchè sia socialmente intollerabile indossare delle Converse pulite; cosa che puntualmente spinge uno dei tuoi amici a sporcartele di proposito.
  • Quelli che, in tono pacato, avvertono, ammoniscono ed esclamano "Attenzione...", dopo che il danno altrui è stato già fatto.
  • Quelli che aprono la propria auto col telecomando da 57 metri di distanza.
  • Cosa spinge Tiziano Ferro a ridere da solo nei propri video musicali.
  • La reale utilità dei direttori d'orchestra, visto che l'ha fatto anche Lucio Dalla dimenando semplicemente le braccia a ritmo di musica.
  • La scelta di pagare alla romana come escamotage per evitare clamorose figure di merda in campo aritmetico.
  • L'inizio e la fine del Carnevale. Puntualmente decido di travestirmi quando tutto si è già concluso.
  • Perchè si usi l'articolo determinativo prima del cognome dei grossi artisti del passato (es. Il Caravaggio).
  • L'intolleranza assoluta nei confronti dell'aggettivo "esclusivo".
  • La necessità di radersi la barba per sostenere un colloquio di lavoro o un esame, e in generale l'equazione "cura del viso = professionalità e affidabilità".
  • Il motivo per cui, quando si canta a cappella, ci sono quelle persone che accorciano puntualmente le pause tra una strofa e l'altra, facendo adeguare tutti alla propria assenza di ritmo.
  • Il motivo per cui chiunque faccia una guerra sprechi metà della propria potenza di fuoco sparando proiettili in aria davanti alle telecamere.
  • L'utilità degli spot anti-pirateria su un dvd originale che ho evidentemente acquistato.
  • Perchè sia possibile bruciare tutti i libri. Tranne il Corano.
  • La credibilità che dovrebbero avere le pubblicità dei dentifrici, con i loro dentisti strafighi, talentuosi trentenni o brizzolati simil-George Clooney, rigorosamente in camice e occhiali non graduati.
  • Quale possa essere la tariffa approssimativamente richiesta da un sicario ceceno per accoppare Carlo Pellegatti.
  • Come mai il papillon sia un accessorio ridicolo indossato solo da psicologi e meteorologi. E checche.  
  • Quello che spinge gli studenti delle scuole superiori a chiamarsi per cognome.
  • Con quale tonalità si legga una frase che si conclude con un punto esclamativo dopo i puntini di sospensione.
  • Il "nervosismo" della Borsa e, in generale, la sua umanizzazione. 
  • Il vero incarico del cardinale Bagnasco, a parte quello di fare l'opinionista su questioni che di ecclesiastico hanno poco.
  • I suoni onomatopeici che si intuiscono dal labiale di chi "parla" la lingua dei segni.
  • La frase d'effetto "tra cui donne e bambini" [cit.] che viene (ab)usata per rendere più drammatiche le tragedie.
  • Come straminchia si apre una confezione in tetrapak di latte.
  • Il perchè chi beve la Tennent's si autodefinisce "intenditore di birra".
  • Il reato di "soppressione di cadavere" o.O (delitto di Avetrana).
  • L'ostinazione con cui buona parte delle donne che si comporta da zoccole stenta a riconoscersi come tale nei propri comportamenti.
  • Il culto verso oggetti inanimati (es. statue, pietre).
  • Le pubblicità dei profumi. E quelle dell'Amaro Montenegro.
  • Il quoziente intellettivo massimo per poter essere un esponente politico della Lega.
  • Se Giuliano Ferrara sia un giornalista, un conduttore, o un politico.
  • L'ostinazione con cui facebook mi consideri donna: "Marco è stata taggata in una foto" [cit].
  • L'odio incondizionato che nutro verso i francesi ed il francese.
  • La ragione che spinge i ragazzi Erasmus trasferitisi in Spagna da 2 giorni, ad acquisire modi di dire, di fare e di scrivere spagnoli, tra cui la risata "ajajajajaja".
  • Quei tipi a cui chiedi di restituire una cosa prestata e che reagiscono incazzandosi o offendendosi. 
  • Se il problema consiste nell'avere un'ideologia razzista, o esclusivamente nell'applicazione di tale ideologia... pur rimanendo, entrambe le categorie di persone, una mandria di coglioni.
  • Perchè non ci sia un giorno della memoria per ogni genocidio commesso nella storia dell'umanità.
  • Il motivo per cui romani e leccesi non riescano a fare a meno di parlare il proprio dialetto. 
  • La necessità dei brindisi in rima.
  • Il rispetto e la riverenza che adulti e vecchi credono siano loro dovuti, da parte dei più giovani.
  • La parità dei sessi a convenienza, in alcune nobildonne.
    Quando non conviene, subentra l'oscuro concetto ottocentesco di galanteria, soprattutto nel momento in cui occorre mettere mano ai preziosi denari.
  • Perchè si viene considerati finocchi se si lavano i piatti con i guanti.
  • La ragione che spinge la gente, nelle foto, a convergere con le teste verso il centro.
  • L'ostentazione di serietà (nei gesti, nel parlare, nell'abbigliamento) dei ragazzi politicamente schierati a destra.
  • Quello che dice Edoardo Stoppa all'inizio di ogni suo servizio a Striscia la notizia.
  • Gli auto-apprezzamenti che uno esprime ai link, agli stati o alle perle di saggezza che pubblica sulla propria pagina facebook.
  • Le foto post-discussione di laurea con la tesi in braccio, a favore di camera. 
  • L'omologazione delle presentazioni in Power Point, tutte scritte in Comic Sans. Carattere che fa obbiettivamente cagare.
  • Il motivo per cui 3/4 delle notizie che arrivano dall'Inghilterra sono minchiate.
  • Perchè parole come "eco" e "climax" siano femminili, generando un indiscutibile suono stridente nel pronunciarle con l'articolo non contratto davanti: "una eco" o "la eco".
  • La tonalità della voce e l'entusiasmo ingiustificato dei servizi di Vincenzo Mollica.
Lista in evoluzione...


      giovedì 13 ottobre 2011

      Automi

      Dopo troppi anni vissuti lontano dai palcoscenici universitari, torno a rifrequentare dei corsi.
      Non conosco nessuno, anche perchè potrei essere quasi il padre di siffatte creature. Proprio la mancanza di contatti sociali però, mi consente di osservare meglio queste nuove generazioni.
      Fino a qualche giorno fa avevo sempre provato un po' di invidia per questi esseri umani, perchè già ai 18-21 anni solitamente appaiono come ultratrentenni ipercuratissimi, a cospetto dei quali io sembro un moccioso sfigato. Peraltro, questo ipersviluppo è anche un nobile e condivisibile pretesto per dare sfogo al proprio lato pedofilo.
      Sono addirittura arrivato ad ipotizzare che, da Chernobyl in poi, i servizi segreti avessero imbottito i nostri alimenti con sostanze ormonali, in modo da plasmare una generazione di super-giovani, creati ad hoc come riserva militare da attivare all'occorrenza in situazione di crisi internazionale o invasione aliena. Simil Operazione-Valchiria.



      Nulla di tutto ciò. Nulla di più sbagliato.


      In questi giorni ho così intrapreso un percorso per ripristinare un briciolo di quella autostima ormai annientata.
      La via è ardua, e passa attraverso l'osservazione critica e silente di quei cyborg.

      Noto che nell'unica facoltà in cui non ci sono esami a crocette, quando il professore chiede di farne (parte di) uno, compaiono delle menti eccelse (femminili) che lamentano problematiche insormontabili come l'ansia.
      L'ansia. 
      L'ansia??? Ma cristo!!!
      ...E noti che in un'aula immensa senza posti assegnati, ognuno ha scelto il proprio. Non modificabile. Stile scuole elementari. Magari "marcato", così come fanno i cani pisciando vicino gli alberi o le ruote delle macchine.
      ...E noti pure che la medesima aula, divisa a metà da un corridoio di scalini, ha una metà completamente femminile. L'altra, mista. Contatti umani limitati al minimo.
      ...E noti la tipa (donna, chiaramente) che ha chiare problematiche di termoregolazione. Perchè dopo aver vissuto due giorni di freddo invernale, continua ad indossare un cappotto con cappuccio in pelliccia di ermellino, abbottonato fin sotto gli incisivi.... Nonostante fuori ci siano circa 30 gradi. Nonostante io stia sudando con una polo del cazzo a maniche corte.
      La tipa che puntualmente si ammala per prima. Quella dall'organismo cagionevole, che svolge la funzione sociale di untrice, per diffondere tutti i tipi di epidemie, debellate e non.
      ...E noti che le prime file, esperte nel porre quesiti che manco Qui-Quo-Qua e impegnate a trascrivere anche il numero di colpi di tosse del docente, appoggiano in sincronia le penne sul quaderno per trascrivere le seguenti parole: "Il veterinario deve salvare l'animale!" [cit.].
      Una rivelazione, cazzo.
      Roba che se non te lo scrivi, dimentichi perchè hai scelto questa facoltà e mi cadi in crisi mistica o in depressione.


      Conclusioni sulle nuove generazioni: 
      - sono fisicamente più evolute;
      - celano un'omosessualità latente;

      - hanno un'idiozia senza pari.... quest'ultima, neanche tanto latente;
      - sono degli automi.



      lunedì 3 ottobre 2011

      Annihilation

      (Il seguente flusso di coscienza è da intendersi come uno sfogo. Non è stato scritto per essere letto, ma semplicemente per ricordare a me stesso di aver pensato certe cose. Se vi aspettate di ridere e cazzi vari, vi sbagliate... Per cui, volendo, passate al successivo post)

      Istinti omicidi -----> MODE: ON

      Si attivano in automatico quando qualcuno critica, privatamente o pubblicamente, la musica che ascolto.
      Ma soprattutto... quando la critica è rivolta a un gruppo che per me non è solo musica, ma vera e propria filosofia trasposta sotto forma di note: i Tool.
      E soprattutto^2 quando sempre la stessa critica viene mossa da esperti della scena musicale internazionale, al pari di Topo Gigio o Vincenzo Mollica (si equivalgono). Cultori della buona musica di nicchia, come quella che trasmettono in radio... o ancora, estimatori di artisti a tutto tondo, quali Claudio Baglioni o Vasco Rossi.

      Bene... di fronte all'ennesimo episodio sgradevole, le alternative che si aprono sono tre:
      1. sorriso paretico, alternato a esplicite minacce di morte apparentemente scherzose;
      2. il silenzio, che cela compassione e disprezzo verso l'interlocutore;
      3. l'annichilazione del critico musicale improvvisato, della musica che ascolta e dell'artista che la interpreta.
      Mi accingo a scegliere l'opzione 3, avendo per troppo tempo addietro optato per le restanti 2.
      Dunque:
      1. La musica è una combinazione di suoni e parole.
        Fosse solo parole, non ci sarebbe distinzione tra musica e poesia.
        Quindi sentirsi ripetere che le canzoni di Baglioni o Amedeo Minghi hanno delle belle parole (che poi sono sempre le stesse, trattando il tema dell'amore idilliaco e utopico nel 99,99% dei pezzi), è una cosa che non ha senso, se non ci affianchi un sottofondo strumentale quantomeno decente. Se poi, tolta la voce e le parole, tutto il resto è solo un contorno inutile di cui, per voi, neanche vale la pena ricordarsi, allora si cade in un caso di non-musica. Quindi siete degli esperti musicali di questo cazzo. Perchè ascoltate non-musica.
      2. I suoni di cui sopra, sono creati da persone che suonano strumenti. E ne deriva che la musica in linea di massima deve essere suonata da un gruppo di persone.
        Ognuno ha il suo ruolo e le proprie competenze. Ognuno crea, con l'aiuto e il consiglio degli altri, la propria "parte". Questo, a meno che non si tratti di un artista "tuttofare", che magari scrive e/o incide con le sue stesse mani tutte le componenti di una pezzo, da quella vocale, alla batteria, alla chitarra, al basso, e così via... (es. Trent Reznor, Brian Eno, Moby...)
        I Tool sono un gruppo. Quindi fanno e creano musica, insieme.
        Vasco Rossi o Baglioni non sono gruppi. Sono singoli esseri umani egocentrici, che hanno al massimo potuto sponsorizzare l'immagine di se stessi in Italia, mettendo il proprio nome di merda davanti a tutto.  Come se chi suonasse la musica sotto quelle parole peraltro banali, non avesse diritto ad essere menzionato.
        Quindi, meritano il mio disprezzo.
      3. Nel punto 1 parlavo di tematiche. Di significati. Quando parlo di Tool parlo di un gruppo in grado di comporre pezzi dal titolo "Il rancore" (voglio vedere quanti ne hanno parlato, in una canzone); di fare un pezzo di 17 minuti sulla madre bigotta del cantante, morta dopo 27 anni di paralisi post-aneurisma (pezzo che dà il titolo all'album, 10,000 Days)... di fare un pezzo che, in tema di sillabe per verso, ricalca la sequenza numerica di Fibonacci (anche questa da il titolo all'album: Lateralus)... Un gruppo in grado di esprimersi costantemente sotto forma di metafore, cenni astronomici, storici... di parlare di religione (nel bene e nel male), della vita, della morte, dell'amore, della coscienza, di filosofia. Roba che leggendo un testo non capisci una mazza, senza che qualcuno ti dia delle spiegazioni.
        Per non parlare dei video, assolutamente geniali e unici nella loro perfetta indecifrabilità. Video, peraltro, creati e ideati dal chitarrista del gruppo.
        .....Baglioni e Vasco? Il primo parla unicamente dell'amore. Come se vivesse nel paese dei balocchi, o fosse costantemente in preda ad un delirio mistico del dio Eros. Penso a lui, e la canzone che mi viene in mente è "Piccolo, grande amore", roba che se si legge il testo viene da vomitare per la banalità. Roba che i bimbiminkia 14enni di oggi scriverebbero le stesse cose su facebook, magari con una loro foto sullo sfondo (un autoscatto nel cesso), i capelli piastrati o infarciti di gel, e gli occhiali da sole con la montatura bianca.
        Il secondo, Vasco, non merita menzione... uno che fa uscire singoli che dicono "nanananananana fammi vedere, nanananananana fammi godere", che vuole mettere il Rewind per ri-vedere la zoccola di turno... uno che "eh già, io sono ancora qua! eh già"... uno che distrugge una canzone dei Radiohead, Creep, spacciandola per propria all'insaputa del 97% dei suoi fan.... uno che pubblica un video in cui il protagonista è il culo di una donzella, che è inquadrato dall'inizio alla fine...
      4. Quando parlo di Tool, sappiate che mi riferisco ad una delle più belle voci maschili esistenti (Maynard J. Keenan), ad un chitarrista tanto perfetto quanto visionario (Adam Jones), ad un bassista in grado di stuprarsi letteralmente lo strumento quando suona nei live (Justin Chancellor) e a uno dei batteristi più mostruosi della scena musicale (Danny Carey).
      In definitiva, ragà... ma di che cazzo stiamo a parlare?
      Ritiratevi nell'ombra e limitatevi a sentire la vostra non-musica.

      Perchè, pur volendo, la musica che ascolto io non sareste in grado di capirla.

      domenica 2 ottobre 2011

      Scappatoie religiose

      Ho provato sempre un po' di ammirazione e di disgusto per il modo in cui la Chiesa e i suoi esponenti (reali, fittizi, defunti o immortali che siano) riescono, puntualmente, a trovare una spiegazione dogmaticamente e "bigottamente" accettabile per giustificare il male del mondo, le stranezze che accadono, le aberrazioni al disegno divino, la follia umana.
      Oggi ad esempio, nell'Angelus il Papa afferma con fierezza e sicurezza:
      "Cari amici, il Signore e' sempre vicino e operante nella storia dell'umanità, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali 'Custodi', cioe' ministri della divina premura per ogni uomo. Dall'inizio fino all'ora della morte, la vita umana e' circondata dalla loro incessante protezione"
      Insomma, gli angeli custodi esistono.... eccome! Lo dice Benedetto XVI.
       

      Sempre stamattina però, in una chiesa di Viareggio, un tizio si è letteralmente strappato gli occhi dalle orbite durante la messa (non scherzo, leggi qui...), affermando:
      "Me l'ha detto una voce di togliermi gli occhi"
      Il primo pensiero che ho avuto è stato: "oh cazzo, hai capito l'angelo custode!"
      Invece no.
      La chiesa, tramite i suoi adepti, ha suggerito la verità moralmente e necessariamente accettabile (altrimenti crolla tutto...):
      a quanto pare è palesemente certo che, se ci sono gli angeli custodi, devono esserci necessariamente dei demoni (a questo punto, anch'essi "custodi").
      Quindi intorno a noi, che siamo 7 miliardi quasi, ci sono altrettante creature ultraterrene del lato buono, e in egual misura un numero identico di creature ultraterrene del lato cattivo.
      7 miliardi x 3 = 21 miliardi di creature, in varia forma. Un bordello immane per il nostro povero pianeta.



      Quindi ogni qual volta succede un evento inspiegabile in senso buono, allora lì è l'angelo che ha avuto la meglio. Sia lode a Dio.
      Qualora l'evento sia tragico (da un incidente, alla morte... lo spettro d'azione è ampio), allora è il diavolo ad avere la meglio.
      Domanda legittima: dov'era l'angelo? dov'era Dio?

      Ok, dirai "tu", ma il tizio che si è reso cieco non era sano di mente.
      ...E Dio non poteva renderlo sano? cos'è la pazzia per uno onnipotente come lui? Aveva un angelo custode altrettanto rincoglionito? mentre il demone custode era doppiamente sveglio, dispettoso e senza cuore?

      Ma non è più facile e logico pensare che non ci sia nessuno a governare e indirizzare le nostre azioni??? o è davvero così triste immaginarsi soli?
      Oppure.... ammettere l'esistenza di un "qualcosa"... ma che intervenga tanto nel bene quanto nel male?



      Comunque, la sequenza di eventi di stamattina mi ha spinto a pensare a due boiate religiose d'annata (in realtà sono davvero tante... ma non posso permettermi una dissertazione su Vecchio e Nuovo Testamento).
      La prima è che di fronte a quesiti insoluti come quelli di cui sopra, ci hanno piazzato un'altra bella verità inconfutabile: il libero arbitrio.

      Che detto papale papale, significa "scegliere liberamente di sbagliare", optando per una strada diversa da quella che suggerisce... chi??? boh.
      Peraltro, se scegli di fare del bene (anche non di proposito) è merito del Signore... anzi no, non è merito suo, ma ci sarà sempre una persona a meno di 2 metri da te che esclamerà "Grazie a Dio!".
      Stesso discorso se, in un evento tragico accidentale o in un impegno lavorativo o di studio, ne esci con una botta di culo sovrumana.

      In quel caso il ringraziamento al Signore è ancora maggiore. Perchè è stato Lui che (ad esempio) ti ha fatto uscire illeso da un'incidente (leggi miracolo), o che ti ha fatto passare l'esame.

      Sempre in tema di libero arbitrio, diverso è il discorso se decidessi di intraprendere delle vie non consone. Che non significa necessariamente fare del male... quanto non intraprendere strade che ti portino verso la beatificazione o la santificazione in Piazza San Pietro.

      In quel caso, sei stato tu a scegliere di fare quello che hai fatto. L'artefice del tuo destino. E ne accetti le conseguenze. Se l'incidente ti va male e crepi, magari andavi veloce. Magari è stata solo sfortuna. Di sicuro, non ci sarà nessuno che dirà "Grazie a Dio!"...
      Se scegli di non drogarti, tutto ok... Sei candidato alla beatificazione. Ma ciò non toglie che potrebbe venirti un infarto e stroncarti.
      Se ti droghi e ti viene collasso cardio-circolatorio, allora è colpa tua. Perchè te la sei cercata.



      In pratica, nel bene non è mai totalmente merito nostro.
      Nel male, è sicuramente tutta colpa nostra. O della sfiga.



      Infine riflettevo sull'immacolata concezione.
      Non potevano mica dirci che Maria aveva trombato. Che non fosse vergine. Sarebbe venuta giù tutta la cornice di purezza che ci hanno rappresentato da centinaia d'anni.
      E per rimediare a questa situazione imbarazzante, si sono inventati che Gesù sia stato concepito per intervento dello Spirito Santo, evitando il peccato originale alla povera Maria, che magari aveva in programma una notte di sesso sfrenato con Giuseppe. Invece no. Illibata l'hanno fatta rimanere...



      Ma se la mia ipotetica ragazza un giorno tornasse a casa dai genitori dicendo che è incinta... ma che è ancora vergine... e che a ingravidarla sia stato lo Spirito Santo... la cosa avrebbe un fondo di credibilità?
      O forse farei meglio a lasciare la città e a cambiare identità? 

      domenica 18 settembre 2011

      Ecosistemi nuziali

      Di ritorno da un matrimonio in famiglia.
      Quindi non uno di quelli in cui ridi e scherzi con gli amici, in cui fai il maniaco, in cui all'antipasto hai già i primi sentori di cirrosi epatica, in cui sei praticamente te stesso.

      In famiglia è necessario darsi un tono, mantenere quell'apparenza di bravo ragazzo a modo, con cui si è soliti garantirsi una grossa fetta dell'eredità dei propri cari, una volta che questi si ricongiungano con lor Signore.
      Ebbene, è proprio in questa cornice di falsità e deflagrazione di maroni che ho scoperto una nuova metodologia per divertirsi: osservare.
      Osservare l'ecosistema che ti si genera intorno. Soprattutto se poi ti fermi a pensare che... quegli invitati sono una selezione attenta tra conoscenti e familiari... un the best of... la crème de la crème. E ti senti onorato di far parte di cotanto delirio.


      Il mio matrimonio inizia in chiesa. Una cappella a dimensione d'uomo, in cui ad accogliermi trovo lui. Il "lui" in questione è una statua del Cristo a dir poco bizzarra. Costui si erge alle spalle del prete, ma ha una conformazione strana... Avete presente il "Cristo Compagnone"?
      Io dico che era lui.
      Vedere per credere:


      Una testa assolutamente sproporzionata rispetto al corpo. Lateralmente all'altare, due angeli, anch'essi affetti da macrocefalia.
      Mi scappa la risata, ed esco fuori. E mi trovo un furgone della più rinomata ditta di pompe funebri di Foggia. Non ne capisco il senso... ma per certe cose occorre pazienza. Non ci è dato sapere tutto e subito...
      Ma è nel ristorante che succede l'inimmaginabile. Ad accoglierci nel parcheggio c'è un invitato anzianotto che si sta denudando
      . Incurante del nostro arrivo, si toglie la camicia e resta in canottiera bianca. Si accinge ad infilare qualcosa di più comodo, che sembra un pigiama anticoncezionale. In quel momento si rende conto di essere ancora troppo accaldato, per cui via il pigiama, via la canottiera. Resta nudo come un verme, e indossa di nuovo il pigiama. Il tocco di classe è la giacca, tranquillamente indossata sopra.
      In sala ci accoglie invece un tipo alla moda. Quello figo, con la ragazza figa, che veste secondo i dettami del conformismo. Dai capelli al pacco poteva sembrare normale. Ma c'era qualcosa di strano nei pantaloni... erano 3 taglie in meno ed arrotolati fino a circa 10 cm sopra la caviglia. Sotto, un mocassino.
      Un catalizzatore di disprezzo. Un abominio di essere umano.
      ... E mentre io mi annoio, mentre ho un principio di ulcera da fame, mentre mazurca e tango riecheggiano nell'aere provocandomi una noiosa orchite, mentre in pista da ballo c'è la selezione all'entrata che ti impedisce l'ingresso se sei under 75, noto con piacere scendere in campo proprio una marmaglia di personaggi talmente vecchi che sfiorano la putrefazione. E sono felici! Forse anche ubriachi, mia nonna in primis.
      Nella folla noto lui: uno spirito libero. Quello che ho saputo essere lo zio dello sposo. "Io ballo da solo" era il suo motto. Il parente che tutti dovremmo avere. Quello che se non ce l'hai, dovrebbe essere noleggiato a chi è meno fortunato. Personaggi di questo calibro sono il grimaldello che fa fare il salto di qualità al tuo matrimonio. Il parente pazzo che salta, che si dimena con movimenti inconsulti e inconsueti, che balla ogni tipo di ballo sempre con lo stesso ritmo, che inventa passi di danza che ti lasciano spiazzato.

      Ebbene, lui diventa l'oggetto misterioso che la mia fotocamera immortala in decine di video. Il che mi consentiva di apparire anche seriamente interessato agli sposi e alla circostanza. Poveri illusi.
      Pipì. Vado in bagno. Entro e trovo mio zio (Tonino), padre della sposa e soggettone per eccellenza della famiglia, che disquisisce con un energumeno.
      "Ma com'è! Vieni qua, facciamolo!..."
      - "No no, non so farlo!"... (sorrisetto nervoso)
      "Ma come! tu che sei giovane e pieno di muscoli! E io che ho 60 anni lo so fare meglio di te! Dai vieni!"...
      ....Resto lì a guardare... poi Zio Tonino appoggia il gomito sul lavandino: parlava di braccio di ferro, per fortuna. "Dai, prova!"
      - "Ahahahah, ehm... no no, non so fare"...

      "Io facevo boxe da giovane"...dice mio zio guardandomi... poi rivolge ancora lo sguardo al ragazzo scettico, e facendo un saltellino verso di lui, emette un verso del tipo "Ehi!", assumendo questa posizione. Ma la circostanza (il bagno), la faccia ubriaca di mio zio, e la sorpresa malriuscita della mossa segreta, hanno come risultato che io rido in faccia a mio zio, facendomi passare pure la pipì. Torno in sala.
      The dancer era ancora lì. Vedo uscire dal bagno anche l'energumeno.
      Subito dopo viene annunciata una delicatissima sorpresa: 2 ballerine brasiliane (di cui macho-man era il manager) stanno per entrare e sollazzare i fringuelli a noi maschietti. L'attesa sale. Metà degli invitati ultracentenari rovista nelle tasche delle giacche per cercare l'ultima pillolina di viagra, quella che ti porti per le grandi occasioni... non si sa mai che la vedova del tavolo a fianco abbia carenze d'affetto smascherate dall'alcool.

      Ecco le ballerine quindi: iniziano a sfoggiare le proprie natiche in faccia ai poveri pensionati. Solo in quel momento capisco l'utilità del furgoncino delle pompe funebri avvistato poche ore prima.
      Devo dire che la combinazione di piercing all'ombelico + movimenti sensuali + facce da sommelier di liquido seminale + tatuaggi sparsi random sul corpo, non lascia indifferente neanche me. Ma a 5 cm c'è mia madre. Meglio fingere di essere gay che maniaco pervertito, stavolta.
      Meglio così, osservo tutto dall'esterno: frotte di anziani con le pupille dilatate, incuranti delle mogli a bordo pista, con l'uccello che punta La Mecca, iniziano a strusciarsi sulle ballerine, a gruppi di 4-5. Sudati, viscidi... assolutamente scoordinati in qualsiasi passo di danza abbozzato... tentano approcci indecenti con le suddette.

      Mi mancano le parole per descrivere l'immagine raccapricciante. Le mie dilungazioni scritte non renderebbero l'idea della caduta di dignità a cui ho assistito.
      Andate via le ballerine, mi sono limitato ad assistere allo spettacolo coreografico dell'erede di Don Lurio. Avrei trascorso intere giornate a guardarlo: a momenti, aveva un non so che di ipnotizzante.
      Sono quasi certo che si fosse calato varie dosi di anfetamine, ma persone a lui vicine hanno voluto giustificare l'euforia con "da domani inizia la vendemmia, quindi si sta sfogando oggi"...

      Bando alle ciance, questo è ciò che mi resta di quell'uomo:




      sabato 20 agosto 2011

      Riflessioni funebri

      Sulla via di Damasco (durante la messa-anniversario per la morte di mio nonno), rifletto:
      1) Che le chiese sono dei luoghi terribilmente sprecati. Con un'acustica e uno spazio così, ci verrebbero da Dio (per l'appunto) una marea di concerti di mio gradimento.
      2) Che non ancora capisco quale sia la remota e inconfessabile ragione logica che spinge i fedeli ad alzarsi, sedersi, inginocchiarsi. E alla fine, da spettatore inerte delle ultime file, ne deriva uno spettacolo che rasenta il ridicolo. Con persone che sfiorano il panico più totale perchè non sanno che minchia devono fare... quindi restano a metà strada tra tutte quelle posture. Pronti ad assumere (per emulazione delle prime file esperte) la posizione più idonea.
      3) Che le letture inventate della Bibbia o del Vangelo, non hanno alcun significato che sia minimamente attinente al giorno e all'evento che si sta celebrando. Sono solo racconti. Come Topolino. O Spiderman. Dylan Dog.
      4) Che il chierichetto di fianco al prete, oltre a svolgere una umiliante funzione di leggio, è sempre un tipo bruttino. Con gli occhiali e i capelli pettinati da mamma. La riga di lato. Un sottomesso della società. Quello che poi sclera e ti ammazza la famiglia, per intenderci.
      5) Che me ne stavo andando al sonno, per davvero... e quando la saliva iniziava a pendere dai lati della mia bocca, mi ridesto all'improvviso in un attimo di terrore infinito, nel momento esatto in cui il mio inconscio carpisce le seguenti parole pronunciate dal prete: "La chiesa non verrà mai distrutta!". Panico.
      6) Che neanche stavolta sono riuscito a scansarmi il segno della pace.
      7) Che "l'agnello di Dio" ha forma circolare e si spezza con le mani.... un po' diverso dai soliti agnelli che mi hanno fatto studiare finora in facoltà. Non potrò mai essere il veterinario del regno dei cieli.
      8) Che i tastieristi sono una classe di musicisti esaltati e che vorrei filantropicamente studiare. 
      9) Che la corista meritava di essere fecondata dal sottoscritto.

      mercoledì 29 giugno 2011

      Cristina D'Avena si faceva di LSD

      Da alcuni giorni so dell'esistenza, della discesa tra noi comuni mortali, del nuovo Profeta.
      Costui era tra noi, mimetizzato. Forse per timidezza.
      E' stato necessario l'ausilio di una banale dose eccessiva di LSD per farlo palesare agli occhi di noialtri.
      Sia lode a quella sostanza psichedelica.

      L'eletto ha iniziato a delirare, come quando un bagliore di saggezza illumina la mente ottenebrata da anni di soffocamento e inibizioni... proiettandosi in un universo parallelo.
      Era il regno dei Puffi. Lui fa da tramite tra questo e quel mondo.
      Cristina D'Avena lo sapeva bene... ha provato a inculcarcelo da piccoli, ma non abbiamo capito i simbolismi celati dietro la barba di Grande Puffo.
      Ella annunciava la discesa del Profeta.
      E nulla è lasciato al caso: il suo nome è Angelo.
      Vive a Santo Spirito, in provincia di Bari. "Santo Spirito"..... invertite l'ordine delle parole.

      Sgamato dai genitori, è stato rinchiuso in una casa per giorni, senza possibilità di uscire. Ma la sua testa era ovunque. In ogni luogo. Viaggiava. E' evidentemente questo il concetto di "ubiquitario" nel terzo millennio.
      Senza dormire per giorni, iniziava a mandare sms in notturna alla fidanzata, dicendo che la stava raggiungendo a casa sua e che sarebbe giunto a breve ("se gli sbirri non lo fermavano").
      Peccato che dalla sua stanza non fosse mai uscito.
      Il suddetto Profeta, ha mostrato anche strani sbalzi d'umore. Alternando grasse ridate a crisi di pianto degne di "C'è posta per te". 
      Frasi sconnesse pronunciate abbracciando in lacrime la sua consorte, del tipo "ti ho uccisa"
      Teorie elaborate brandendo una coscia di pollo tra le mani.
      Ad un certo punto si è fatta largo anche la convinzione di aver avuto una relazione con la compagna del padre (Dio, a questo punto).... e la preoccupazione sul destino della sua progenie sacra:
      "Non mi sento pronto per fare il padre"
      "Come farai ad essere la madre dei miei figli?"
      ...arrivando a chiamare la propria ragazza addirittura Maddalena.

      Le prove sono inconfutabili. Il Messia è tra noi. Is back!
      Ai posteri, lascio alcune delle sue parabole:

      - "Lo so, avere la consapevolezza inconscia dell'ignoto porta la paura. La paura non curata porta il terrore, quindi la fuga. Siamo costretti ad accettarci come animale pensante fino a sviluppare il cervello per superare i nostri istinti bestiali"

      - "Nel mondo è in atto un perverso meccanismo di pessima gerarchia: gli esperti usano la loro esperienza per far soffrire i meno esperti perchè questi si attaccano a chi ne sa di più in maniera morbosa... è stato l'errore di Gesù"

      Respect. 


      lunedì 17 gennaio 2011

      Le mie ultime volontà...

      Qualcuno potrebbe pensare che sia troppo precoce, che mi stia tirando i piedi.
      In effetti è così, e vi garantisco che sto scrivendo con una mano sola, perchè l'altra è impegnata a scartavetrarmi i coglioni.
      Però il destino è bastardo, e non voglio trapassare inaspettatamente lasciando il mio corpo nelle mani di persone che ne faranno un uso diverso da quelli che sono i miei desideri.
      Nè voglio trovarmi come un vegetale in stile Welby-Englaro, e aspettare anni perchè si possa decidere se staccarmi la spina o meno.
      - A proposito, lo scrivo qui ora e subito: se arrivo in quello stato di non-vita, venitemi a salutare e piantatemi una pallottola nel cranio.
      Non lasciatemi marcire per mesi o anni. Constatata l'impossibilità di un miglioramento che mi ridìa una dignità non solo apparente, fate qualcosa... qualsiasi cosa... che mi permetta di abbandonare questo mondo.

      Inoltre trovo inutile pagare un notaio per registrare le mie ultime volontà. 
      Il blog è nato proprio con lo scopo di scrivere il mio testamento, in fondo... Registrare le mie ultime e alternative volontà.

      CAPITOLO I:
      Allora, quando uno crepa, la prima cosa che si usa fare credo sia una veglia funebre nella cappella. O in casa... gli ultimi due funerali (quelli dei miei nonni) avevano la stessa scena, ma in contesti diversi.
      Bene... la mia opinione sulle veglie funebri è stata espressa qualche settimana fa su questo stesso blog. Quindi rimando ai posteri la sua lettura.
      Riassumendo, non le tollero. Le ritengo inutili, macabre, uno spreco di soldi inaudito. Business di persone o agenzie che segretamente sperano che la razza umana si estingua, così da avere introiti tali da poter acquistare una seconda casa in un paradiso fiscale, e potersi permettere un harem di danzatrici del ventre.
      Non voglio nulla di tutto ciò. Nulla di così stereotipato.

      Piuttosto, forse sarà "alla americana", riunitevi in un posto familiare. Un posto che mi rappresenti, in cui abbia vissuto... un posto che sia pregno di ricordi che mi riguardino. Riunitevi tutti. Anche persone che magari in tutta una vita non si sono mai incontrate. Che hanno me come unico elemento in comune.
      E state certi che avrete la possibilità di rapportarvi con loro esattamente nel modo in cui vi siete rapportati con me per mesi o anni.
      Dovreste sapere che non rientro nella categoria di persone "normali"... magari dall'esterno potrei apparire il classico invisibile... ma avendomi conosciuto dovreste aver compreso che mi differenzio un po'. Spero nel bene.
      Ebbene, sicuramente vi sarete accorti che con le persone non stabilisco rapporti troppo "diplomatici" o da paraculo. Piuttosto vi ignorerei. Per questo siete autorizzati a trattare i miei amici esattamente come trattavate me. Mettete la timidezza da parte... perchè se sono miei veri amici, state certi che non se la prenderanno. Anzi...
      Dicevo, riunitevi tutto in questo ipotetico posto.
      Farlo al funerale lo vedo poco praticabile, perchè organizzare il tutto credo sia abbastanza elaborato. La vedo più come una cosa da trigesimo.
      Tappezzate questo luogo di mie/nostre foto. Foto che raccontino la mia vita con voi... momenti belli, che vale la pena ricordare. Foto che abbiano catturato quello che sono, pazzia inclusa.
      Mettete un po' di bella musica. Bella per me intendo. Quindi fatela scegliere a chi conosceva i miei gusti.
      Portate un casino di roba da mangiare e da bere, e strafokate alla faccia mia, ricordando aneddoti e momenti belli passati insieme. Sicuramente mi prendevate per culo da vivo. Non risparmiatevi quando sarò morto... alla faccia di chi dice "ma no, è morto... è peccato... non hai rispetto". Se ci fosse qualcuno a dire queste esatte parole, prendetelo a calci in culo e cacciatelo via insultandolo.

      Mi sono portato avanti... stavo già al trigesimo. 

      CAPITOLO ZERO:
      Funerale. In chiesa??? Col cazzo!
      Se un prete si avvicina alla mia bara, resuscito e lo riempio di mazzate.
      Così evitate di assorbirvi le sue cazzate su Gesù risorto, su una vita migliore, sul Signore che voleva un altro angelo alla sua corte ecc ecc.
      Anzi, a proposito, quale bara! Voglio essere cremato. Tassativamente.
      Non voglio essere seppellito, decomporre. Non voglio che ci siano amici e parenti in pellegrinaggio per anni verso la mia cappella (pagata euro su euro) al cimitero. Non serve pregare o piangere su un pezzo di pietra col mio nome.
      Per cui, anche in questo caso scegliete un posto in cui stare, che non sia una chiesa.
      Ognuno di voi, o chi se la sente, scrivesse qualcosa su di me. O ricordasse in un aneddoto chi fossi. E legga questo ai presenti, invece che insignificanti storielle inventate 2000 anni fa.

      "Angusto sarebbe un vaso, per potermi contenere".
      Voglio che le famose ceneri siano sparse in giro per il mondo.
      Una delle cose che sicuramente avrei voluto fare di più, è viaggiare.
      Voglio che Graziano, insieme a mio fratello e chiunque voglia aggiungersi, le gettino nelle acque delle Cascate dell'Iguazù
      Purtroppo il viaggio dovrete pagarvelo voi, però non rompete le palle. Vi faccio pure il favore di darvi una motivazione nobile per andare in Sud America, evitando di farvi sembrare dei maniaci sessuali arrapatissimi agli occhi del resto del mondo.... per cui cacciate i soldi!

      Ultima cosa:
      a questo pseudo funerale, ritagliate 3-4 minuti per un paio di canzoni.
      Sono due colonne sonore, scelte non a caso.

      Mettetele a manetta.

      Questo è tutto.
      Magari risparmierete pure qualche euro. Ma perderete un po' più di tempo per fare una cosa che non sia banale, stereotipata o impersonale.
      D'altronde dovreste sapere che preferisco le cose fai da te, che i "pacchetti già pronti".

      Beh oh, intanto.... vado a vivere!