giovedì 31 ottobre 2013

I fissati

I fissati con gli animali
Umanoidi il larga parte richiusi nelle Università di Medicina Veterinaria dell'intero globo terrestre.
La restante percentuale è riuscita a scampare a questo triste ed impietoso destino venendo esclusa nei test di ammissione della suddetta facoltà.
Si riconoscono nei più comuni social network perchè non hanno un volto umano. Presentano immagini profilo/copertina del proprio pet ripreso in tutte le angolazioni: una sorta di visione panoramica a 360° del proprio amico peloso, dalla punta del naso al buco del culo.
(Nella maggior parte dei casi, bisogna ammetterlo, il suddetto buco del culo presenta fattezze ben più armoniche dell'umano che dà un nome ed un cognome a quell'account.)
Costoro sono soliti creare anche degli account supplementari per i propri animali, espediente che permette loro di ampliare numericamente le testimonianze fotografiche del quadrupede e possibilmente dargli anche una voce.
Si suppone che siano individui con una fervida immaginazione, che vivono in una realtà parallela in cui, in stile Disney, uomini, cani, gatti, scoiattoli, usignoli, topi, locuste, scarabei stercorari e acari parlano tutti la stessa lingua.
Sono soliti smerciare, a fini adottivi, una stragrande varietà di esseri viventi a cui inevitabilmente viene data voce nell'annuncio stesso, al fine di enfatizzare la situazione: "Ciao a tutti! Io sono Staminchia. Cerco una casa e tanto amore. Adottatemi! Giuro che non vi cago in casa".
Si distinguono in due categorie:
  • gli specie-specifici : deliranti creature che manifestano il proprio morboso attaccamento agli amici pelosi di una singola specie. Più frequentemente il gatto.
    Costui, il gatto, è ignaro di avere infiniti book fotografici in cui è immortalato nella sua attività prediletta: non fare un cazzo.
    Quindi questi adrenalinici album contengono ritratti di felini sdraiati in ogni dove, mentre guardano la fotocamera, mentre guardano la fotocamera, mentre NON guardano la fotocamera, mentre guardano la fotoc... Foto che l'esponente di questa categoria di umanoidi commenta stupito/a con esclamazioni del tipo "che pazza!", "che freddo!", "che caldo!", "che fame!".
    Che cazzo.
  • gli zoofili : sono meno schizzinosi ed applicano il suddetto modus operandi a tutte le creature viventi ed estinte del Pianeta Terra. Adorano addirittura il coniglio, che comunemente è più apprezzato "alla cacciatora" o al forno con un contorno di patate.
I fissati con gli animali sono acerrimi nemici dei fissati con la caccia, che ho imparato a conoscere di persona, non tramite social network.


I fissati con la caccia

Vivono in mimetica. Non generano una progenie fecondando la propria consorte, ma clonano se stessi oppure si riproducono per partenogenesi.
Ne deriverà un moccioso in mimetica.
Gli argomenti di cui parlare con costoro sono molteplici e variegati: i tordi, le cartucce, il fucile, le cartucce, i tordi...
Si contraddistinguono per una dialettica forbita, di cui di seguito potete ascoltare alcuni endecasillabi in rima incrociata, alternati a suoni onomatopeici degni nei migliori fumettisti d'oltreoceano:




I fissati con la perpetuazione della specie

Solitamente trattasi di gente, di ogni sesso ed età, che perde la ragione di fronte al proprio status di madre/padre/nonna/zio/zia.
Ci si accorge del graduale cambiamento quando il nascituro è ancora un feto: improvvisamente la propria "home" viene invasa da immagini di Anne Geddes o da qualsivoglia fotografia ritragga i bambini più belli della terra immortalati nel loro dolce far nulla.

Quello è il momento giusto per togliere la spunta al "Mostra nella sezione Notizie". In maniera diplomatica scegliete di ignorare per sempre la vita di quell'abbozzo di essere umano e di chi lo metterà al mondo.
Se strenuamente decidete di tollerare questa escalation di poppanti, potrete assistere ad una stereotipata sequenza di eventi che vi condurrà al desiderio di estirparvi le gonadi e rendervi eunuchi, impossibilitati a perpetuare la vostra dinastia, perchè "no, cazzo, se divento così uccidimi".
Costoro (non) si riconoscono su facebook perchè improvvisamente le loro immagini profilo/copertina diventano una cronistoria giornaliera del neonato.
Bisogna ammettere che l'uomo è uno dei mammiferi terrestri più tardivi: ciò vuol dire che se un cane a 6 mesi o un anno è già quasi adulto, un bambino della stessa età è sostanzialmente una forma di vita che si limita a mangiare, cacare, piangere e fisicamente continua a rimanere un bambino.

Questa premessa è fondamentale per comprendere che la cronistoria giornaliera della vita di un essere vivente (che già normalmente suscita un interesse discutibile) assume ancor meno importanza se quell'essere vivente è un umano, e soprattutto se quell'essere umano è un neonato.
Per cui si assiste ad una rassegna di foto in cui il moccioso ride, mangia, dorme, guarda qualcosa di indefinito, è travestito da adulto. Il tutto in un loop eterno, fino a che il moccioso non avrà facoltà di parola e potrà dire "hai rotto i coglioni!".
Ma essendo facebook una realtà giovane, quei mocciosi sono ancora troppo piccoli e, allo stato attuale, neanche sanno parlare.
Genitori, nonni, zii, preparatevi ad essere sfanculati in un futuro non troppo lontano. 


I fissati coi motori

Colpiti da gravi forme di eiaculazione precoce alla vista di qualunque oggetto su due o quattro ruote.
Protagonisti di letture impegnate (Auto tecnica/ Moto Tecnica/ Al Volante/ In sella) da sfogliare rigorosamente sulla tazza del cesso.
Siffatte creature, frequentemente esponenti delle Facoltà di Ingegneria Meccanica, quando entrano nel merito di dissertazioni di cui si reputano esperti, si esprimono in forma criptata con indecifrabili codici alfanumerici, utilizzando parole chiave che se pronunciate nel giusto ordine sono in grado di determinare la scomposizione molecolare dell'ascoltatore o di rievocare gli spiriti dei defunti. Ma più frequentemente sono causa di una semplice deflagrazione scrotale nell'interlocutore.
Di fronte alla cronaca di tragedie immani al telegiornale, focalizzano l'attenzione sull'auto del politicante di turno arrivato per rendere omaggio alle vittime.
Arrestano masticazione, battito cardiaco e respiro, oltre a qualunque attività in via di svolgimento, alla percezione del rombo della marmitta di qualsivoglia motore: anche quella truccata del motorino del pregiudicato del quartiere, di cui sono comunque in grado di elencarne il modello, l'anno di uscita sul mercato, numero di cavalli e quotazione aggiornata su Quattroruote.
Conoscono a memoria i palinsesti di canali come Nuvolari, DMAX e Focus, creando un'intricata playlist di gare automobilistiche o motociclistiche,  approfondimenti su come vengono fabbricati i tasti dei telecomandi o i tappi delle penne o altre inutilità, e qualsivoglia programma televisivo che parla di auto e motori, come "Car Crazy" in onda su Nuvolari: un programma in cui un settantenne americano, doppiato da un ragazzino delle scuole medie, manifesta pubblicamente la sua intenzione di inserire il pisello nel tubo di scappamento delle auto che descrive.


Le fissate con Bukowski

Appartenenti alla più ampia categoria de "I fissati con le citazioni", a cui Banksy a New York ha dedicato un pensiero. Questi lasciano il cervello in stand-by delegando a filosofi, scrittori, poeti, cantanti e politici la possibilità di esprimere un qualsivoglia concetto, dal più profondo al più banale.
Vivono in una sorta di torpore intellettivo e creativo che impedisce loro di generare pensieri in autonomia.
All'interno di questa macro-categoria, si fanno largo "Le fissate con Bukowsky".
Depositarie delle nozioni fondamentali dello stare al mondo.

Solitamente, infatti, trattasi di creature di sesso femminile che nella propria biblioteca personale vantano al massimo il ricettario di Antonella Clerici. Costoro scorgono in Bukowski la possibilità di rivalutarsi ed essere rivalutate quali grandi intenditrici della letteratura moderna.
Il lascivo e noncurante stile di vita del suddetto è, inoltre, a volte utilizzato per dare una nobile motivazione alla propria attitudine ad assaporare molteplici uccelli.
Benefattrici.

mercoledì 10 ottobre 2012

Ode alla zanzara

Tu, leggiadra e silenziosa,
ti libravi nell'aere di una oscura notte d'autunno.
Spaesata. E affamata.
Mi scrutavi nell'ombra della mia camera.
Studiavi le mie movenze
e come in una danza d'amore
prendevi confidenza col mio corpo.
Tu, ci posavi le tue sottili fattezze senza indugio,
accanendoti con bramosia sulle succulente caviglie.
Suggevi il prezioso nettare scarlatto dalle mie vene
privandomi della mia stessa vita
e condannandomi ad un'imperitura esistenza
in cui mai più avrei potuto assopirmi.
Ma l'ingordigia, si sa, è un peccato assai grave.
Il Sommo Poeta lo sapeva e ne cantava gli eccessi.
Sei caduta in fallo.
Lo sangue,

quello stesso sangue di cui tu mi privasti,
ti impedì di fluttuare ancora una volta,
con quella grazia silente di sempre.
Pesante, satolla, cercasti rifugio sotto il mio giaciglio.
Senza indugio ti posasti sul freddo pavimento,
convinta di aver trovato notturno riparo.
Ma con uguale ostinazione io ti cercai,
rischiarando le tenebre con una torcia.
E ti trovai.
Ora a vibrare leggiadra nell'aere era la mia mano severa,
che con impeto si posava sul tuo esile corpo
facendolo aderire al suolo.
Scoccavano le 2:26 quando la vita ti venne sottratta.
Estirpata.
Ardua impresa fu quella di trovare le parole
per rendere omaggio alle tue, ormai docili, spoglie.
Solamente un
vafammok a mamm't, 
crepa.


(i residui della suddetta)

venerdì 8 giugno 2012

Definizioni

I fighi:
categoria di umanoidi di sesso maschile, distinguibili in due ulteriori sotto-categorie:
  1. il branco: agglomerato di fighi, convinti di essere tali, nel fisico e nell'atteggiamento. Solitamente palestrati, ma insolitamente sproporzionati nelle fattezze, assumendo la forma di piramide rovesciata: spalle, braccia e addominali delineati in ogni fibra muscolare; polpacci atrofici. Cute glabra. Sistema nervoso centrale offline. E' loro usanza indossare sulla spiaggia striminziti costumini a mutanda, che lasciano intravedere spesso e volentieri un disarmante piattume; o ancora, bere birra sotto il sole cocente (non per refrigerarsi, ma per mantenere lo status di fighi). Si muovono compatti e non socializzano con altri umani dello stesso sesso nè con propri simili (competitor), ma solo ed esclusivamente con branchi più o meno numerosi dell'altro sesso; nel 70% dei casi, con quello che dovrebbe essere il corrispettivo femminile: le zoccole. I rituali di corteggiamento solitamente degenerano e scivolano verso una regressione del figo a coglione. Per cui il confine fighi-coglioni è labile e sovente viene oltrepassato, specialmente quando subentrano gli ormoni sessuali. Tuttavia, la maggior parte di loro tende ad abituarsi allo status di coglione (visto che i tentativi di seduzione sono reiterati, anche nell'arco della stessa giornata), e ci rimane per sempre, finendo per far coincidere le due definizioni.
    Il figo ha bisogno del supporto dei compagni: è per questo che tra di loro sbocciano abbracci, urla, risate, pacche sulle spalle, fragorosi "give me five", specialmente dopo una leggendaria figura di merda nel tentativo di accaparrarsi una compagna con cui copulare.
    I fighi sono convinti di essere simpatici e interessanti, specialmente con le donne, ma il fatto che stiano costantemente ghettizzati in determinati posti e locali, tra propri simili, non li espone al contatto con la cruda realtà.
    Sono convinti anche di essere dei talenti naturali nella pratica dello sport. Di ogni sport.
  2. i solitari: fanno i bagnini.
    Rispetto al branco, tendono a limitare le figure di merda. Ma fisicamente e cerebralmente non hanno le potenzialità per migliorarsi.
    Acquisiscono fascino agli occhi di povere ragazze sprovvedute che hanno deliziato il membro ad una quota ragionevole di ragazzi.
    Obbligatoriamente a due cifre.
    Quindi, rispetto ai componenti del branco, copulano di più.
Anziano:
umanoide, solitamente dall'odore sgradevole e caratteristico, in grado di attirare le ire e le imprecazioni dell'intero genere umano under 50.
La sua funzione sociale è attualmente ignota.
Alcuni psicologi li ritengono indispensabili nel mantenimento dell'equilibrio cosmico, in quanto detentori del potere di fungere da valvola di sfogo per le frustrazioni quotidiane altrui.
Solitamente sono afflitti da una moltitudine di patologie, gran parte delle quali inventate.

Vigili urbani:
figura professionale a cui spetta l'onere di mantenere l'ordine all'interno della civitas, ma la cui attività lavorativa è compromessa da un q.i. a cospetto dei quali Dustin Hoffman in Rain Main spiccherebbe per ingegno. Solitamente viaggiano in coppia, come i più celebri testicoli, ed uno dei due si dice debba essere palesemente cerebroleso. Si contraddistinguono per l'applicazione di commi e articoli tanto sconosciuti quanto inutili, che probabilmente intasano il loro sistema neurale al punto tale da impedirgli di sanzionare infrazioni ben più gravi e note alla massa.
Di fronte all'evidenza dell'assurdità di certe normative, e posti di fronte all'incoerenza del loro comportamento, raggiungono una condizione che gli informatici definiscono tilt. Motivo per il quale si crede siano degli androidi nati con un difetto di progettazione, e per i quali è richiesto un aggiornamento del sistema operativo. O la rimozione dal pubblico impiego. O il rogo.

Il "Rappresentante degli Studenti":
umanoide appartenente ad una cerchia elitaria di suoi simili, solitamente teste di cazzo subliminali, che ha un potere: quello di accentrare le attenzioni, ricevere consenso sociale, risultare simpatica, figa, capace di creare una tendenza trascinando con sè povere menti altrettanto prive di acume intellettuale e personalità.
Solitamente queste persone oltre alla testa di cazzo hanno anche la faccia da culo, di quelle che un outsider come il sottoscritto frantumerebbe con nonchalance contro una parete di marmo.
Ognuno di noi ne ha incontrato uno.
Abbiamo imparato a conoscerli fin dalle scuole elementari, in cui era possibile osservarne una sorta di prototipo che si sarebbe perfezionato e collaudato negli anni successivi, fino a diventare (appunto) Rappresentante degli Studenti.
La Legge Empirica, applicata sia alle scuole superiori che all'università, mi ha condotto alla conclusione che questa figura sociale è, il più delle volte, ricoperta da un PR.
Il
Rappresentante degli Studenti e il suo gruppo di fidi collaboratori (denominati seguaci), rappresentano un surrogato di ominidi che ha il potere di richiamare (forse tramite feromoni) le fanciulle più troie/alternative-per-modo-di-dire/fighette/arrapanti dell'istituto* -vedi in basso- .
Consueta è la loro propensione a negare qualsivoglia iniziativa di saluto.
Come consueta è la nullafacenza che contraddistingue il 60% del loro tempo tra gli studenti che dovrebbero rappresentare e nell'aula che li ospita, ribattezzata a luogo di ritrovo di tutto il branco di unti del Signore.
Con l'avvento della tecnologia, questi templi sacri sono divenuti internet point in cui ognuno (della ristretta cerchia che tutto puote) può liberamente controllarsi il proprio profilo facebook oppure guardare furtivamente il video porno di Belen Rodriguez (il mio Metodo Scientifico si basa
sulla raccolta di evidenze empiriche e sull'osservazione).
Il Rappresentante degli Studenti, inoltre, in uno slancio d'altruismo senza pari, ha a cuore la vita sociale dei suoi elettori: per questo motivo collabora, cooperando con i propri alter ego di branchi diversi, all'organizzazione di eventi mondani. Circostanza nella quale o familiarizza o entra in competizione con i fighi di cui sopra.
Questi eventi solitamente si contraddistinguono per il free drink (che fa leva sulla riluttanza a mettere mano ai preziosi sesterzi, da parte delle meretrici di cui prima), il vestiario succinto per le donne, la giacca e la camicia per gli uomini, il fotoreporter munito di reflex. Occasioni in cui devi ridere, ballare e avere sempre un cocktail in mano. Tutto simultaneamente.

*Seguaci femminili del "Rappresentante degli Studenti":
Queste ultime si contraddistinguono per il consumo sconsiderato di nicotina, un viso che comunica "la mia patata è migliore di quella di chiunque altra, e tu - pezzente che non meriti neanche di essere guardato in faccia - non avrai mai neanche la possibilità di rimirarla sfuocata in fotografia". Costoro non sono quasi mai coetanee dei suddetti Rappresentanti degli Studenti. Solitamente sono più giovani, ma, per qualche predisposizione genetica, sanno già (fin dal primo giorno del primo anno di Liceo e/o di Università) che il loro posto sarà quello di fumare con le gambe accavallate sulla scrivania/cofano dell'auto/banco del Rappresentante degli Studenti. Studi recenti indicano questo comportamento come chiaro esempio di ricerca compulsiva di visibilità e popolarità. Forse dettata dalla speranza che un ruolo del genere possa consentire loro l'accesso ad eventi esclusivi e party, di cui il Rappresentante degli Studenti sappiamo essere il promotore.

Oculista:
figura professionale che ingloba automi cerebrolesi, i quali sono soliti ignorare le anamnesi/sintomi/richieste del paziente.
La laurea che hanno acquisito con tanta fatica è la nobile giustificazione che li spinge ad ergersi ad oggetto di culto della mediocre e volgare plebe.
Si caratterizzano anche per la sufficienza delle loro visite (direttamente proporzionale all'onorario*
* -vedi in basso- da elargire), per l'uso schizofrenico di colliri midriatici allucinogeni, e per la capacità di prescrivere ripetutamente terapie aspecifiche che mai portano alla soluzione di un-problema-dico-uno.
Il suddetto ha le sembianze del parassita sociale in camice bianco, il quale si arricchisce grazie alle generose donazioni (rigorosamente) in nero, che decine di suoi seguaci elargiscono ogni giorno per essere visitati.
Fonti non confermate asseriscono che una quota cospicua dell'evasione fiscale sul suolo italiano sia dovuta a questa categoria lavorativa di insospettabili e insospettati.

**Onorario: 
vocabolo coniato ad hoc per rendere più autorevole e dignitosa la tariffa di un libero professionista che abbia acquisito una laurea di un certo livello (solitamente in medicina o giurisprudenza), in modo da ripagarlo degli sforzi profusi in tanti anni di studio, e fare in modo che il suo ego non vacilli. Indica lo spropositato compenso (in denari d'argento del Sacro Romano Impero) da elargire in cambio dei servigi offerti da questa figura professionale che si suppone sia depositaria di un sapere che trascende il normale scibile umano. Sapere a cui le masse ignoranti non possono attingere, per garantire la persistenza della normale gerarchia sociale.

lunedì 5 marzo 2012

Trasfigurazione di Gesù (versione rimasterizzata)

Trasfigurazione di Cristo, dal Vangelo secondo Marco.
Ma Marco io.
Liberamente ispirato al Vangelo secondo Marco 9,2-13, di cui è necessaria una lettura preventiva. A meno che non lo conosciate a memoria.
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Circa una settimana dopo, Gesù prese in disparte Pietro, Giacomo e Giovanni, e indicando il monte ombroso dinanzi, disse:
"Ragazzi, prendete un po' di birra e andiamoci a rullare una canna lì sopra. Così nessuno ci rompe il cazzo. E poi ho solo 20 euro di fumo... Non voglio restar qui a far fumare gente a scrocco. L'altra volta due tiri di merda mi hanno lasciato!"
"Pezzenti!", esclamò Giovanni con espressione sdegnata.
I quattro, allora, si incamminarono.
Una volta giunti in una zona abbastanza nascosta al riparo tra sassi ed alberi, Giacomo, nello stupore generale, tirò fuori un sacchetto dalla tasca:
"Ragà, sorpresa!!! Questi li manda Giuda da Amsterdam! C'è stato lo scorso weekend..."
"Nooooo! Spettacolo! Che cazzo sono??", esclamò Pietro nello scetticismo generale...
"Funghetti allucinogeni di contrabbando! Li avete mai provati?"
"Io un paio di volte" - intervenne Gesù - "ed ho avuto delle visioni assurde! Grande Giuda!"

(La birra scorreva a fiumi e i funghetti iniziavano a fare effetto)

"Oh Giovà, tiè! Prendi il fumo e rulla 'na canna. Che se papà mi sgama sta cosa addosso quando torno a casa, mi mette in croce..."
"Si Gesù, me la vedo io... Però fammi un po' di luce, che qua non si vede un cazzo, e non riesco a squagliare! Ci hai portati in una catacomba, porca troia!!"
In quel momento Gesù si illuminò tutto. Emanò una luce abbagliante visibile anche dal limitrofo paese. Nel contempo cambiò aspetto e abbigliamento, assumendo le fattezze di Nick Luciani, il cantante biondo dei Cugini di Campagna, in un candido abito da sposa.
"OH!! Ma sei un coglione!!! Ma ci vuoi far sgamare??? Cristo, spegniti!!!"
"Ma che palle però, si è illuminato di nuovo...", borbottò Giacomo.
"Ma perchè quando si spara qualche droga gli si attivano i superpoteri alla cazzo?" - domandò Pietro visibilmente infastidito - "...Ma poi, si trasformasse almeno in qualcosa o qualcuno di figo! Finisce sempre per fare il finocchio e trasformarsi in un trans... Bah..."
Prese ancora la parola Giovanni, quindi: "Dai spegniti, sbrigati... Che se ci sgamano, so' cazzi. Ma perchè fai così ogni volta? Ma non riesci ad illuminare solo un dito di merda?"
"Per chi cazzo mi hai preso? Per E.T.?" - ribattè Gesù - "Sentite, vedetevela voi... Io intanto vado a pisciare lì dietro", indicando un albero poco lontano.
Al suo ritorno Nick-Gesù non era solo, ma in compagnia di due anziani, di cui uno con qualcosa di pesante in mano.
Giovanni, che era di spalle intento a rullare al buio, non si accorse di nulla. Quando alzò la testa sobbalzò:
"Maccheccazz!!! Oh! Ma chi cazzo hai portato?!? La madama?? E tu, vecchiazzo di merda, che cazzo ti guardi! E soprattutto, che cazzo c'hai in mano? Allontanati!!!"
"Giovanni" - disse Gesù con tono rassicurante - "costui è Mosè, e queste sono le tavole dei dieci comandamenti... Stai tranquillo, sono passati di qui solo per farsi due tiri..."
"Uh scusa, bello! Com'è? Tutto bene? Cazzo, non ti avevo mica riconosciuto co' sta luce che emette 'sto tossico! Oh, ma toglimi una curiosità... Ma 'ste tavole, è davvero necessario portarsele appresso ogni giorno? Ma non ti scassi la minchia?
"...E questo è Elia", continuò Gesù presentando l'altro anziano alla sua sinistra.
"E chi minchia è?...", borbottò come al solito Giacomo, ormai in trip.

(Ad interrompere l'allegra combriccola intenta a fumare, ad un certo punto
intervenne una nube oscura da cui riecheggiò una voce altisonante)

«Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!»

Un attimo di terrore pervase i sei uomini.
Poi il fumatissimo Giacomo esclamò: "No ragà, ma sti cazzo di funghetti sono uno spettacolo!!!! Giuda, ti adoro!!!"
Una fragorosa risata divampò nella valle, e forse venne udita fino al villaggio.
I quattro amici con le lacrime agli occhi continuavano a ridere, illuminati dal bagliore di Gesù diventato intermittente per le risate, e non si resero conto che i due anziani, dopo aver scroccato la canna, si erano volatilizzati.
Il primo a rinsavire fu il saggio Pietro che, accortosi di essere nuovamente solo con i tre fedeli amici, iniziò ad inveire contro i due fuggitivi: "Ma quei vecchi di merda! Io lo sapevo! Fanculo tu e quei cazzo di comandamenti!"
"Dai, non esagerare Piè... Sono anziani. Quelli, lo sai, sono tutti a cazzi loro. Campano solo per rompere i coglioni a noi giovani", intervenne il benevolo Gesù.
"Beh oh ragà, la birra è finita, il fumo pure... Che ne dite di tornare a casa? Che io domani ho la sveglia alle 7... Dai Gesù, spegniti e scendiamo" - propose Giovanni - "...e torna in te, che se tuo padre ti vede conciato così, ti prende a sprangate dietro la schiena".

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò ai tre amici di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto e fatto: del suo travestimento da Nick Luciani, dell'abito da sposa, dei due profeti, delle droghe, e perfino della voce proveniente dal cielo. E, sul conto di Elia, si limitò a dire:
«Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
Giacomo, ormai fattissimo, abbozzò un sorriso di commiserazione sul volto. Cinse un braccio intorno al collo di Gesù e camminando giù verso il villaggio gli sussurò:
"Mi fai morire quando spari 'ste minchiate di cui nessuno capisce una mazza... Ti obbligherei a fumare ogni giorno della tua vita, se solo potessi. Sei uno spasso, amico mio!"
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venerdì 2 marzo 2012

Durelli pop

Lettera aperta del Cazzo:






In tempi lontani e recenti, mi avete provocato attimi di pura contrazione.
Con riverenza e imperituro amore, per sempre vostro.
L'Uccello              

Io mi dissocio.
     

sabato 4 febbraio 2012

Fuori luogo

Non ho altre parole per descrivere quello che ho in testa: "fuori luogo".
Oggi ho esplorato un universo a me ignoto. Non perchè finora mi fosse stato celato da parte di forze occulte, ma perchè ho abilmente evitato di prenderne parte in 28 anni. 
Un universo popolato di gente che pare uscita da Gossip Girl e Uomini e donne.
Questa nuova stirpe di umanoidi prende il nome di "bella gente".
Essa è caratterizzata da alcuni standard comportamentali:
  • Sorridere. Sempre.
  • Ballare, con ritmo costante ogni tipo di canzone.
  • Esaltazione direttamente proporzionale allo squallore della canzone in sottofondo, che raggiunge il suo apice con la musica trash: nello specifico Raffaella Carrà.
  • Problemi di termoregolazione, che porta ognuno dei suddetti umanoidi ad indossare magliettine e camicette scollate fino all'ombelico, nonostante fuori nevichi (e nevica per davvero, non così per dire...).
  • Muovere le labbra emettendo fonemi che solo approssimativamente ricalcano le banali parole della suddetta musica. Per poi scatenarsi in coro a cantare finalmente il ritornello "Com'è bello far l'amore da Trieste in giù", mentre a gesti si indica prima il basso (Trieste) poi il cielo (giù). L'umanoide è affetto da una sindrome di dissociazione acuta tra la parola e la gestualità.
  • Provare gioia smisurata nel farsi immortalare dall'immancabile fotografo ufficiale del locale, dotato di Reflex.
Inoltre la bella gente si caratterizza per essere composta da un tasso davvero troppo elevato di piccioni femminili. In particolar modo da quelli che su facebook hanno un seguito che manco Belen Rodriguez; quelle col book fotografico da paura, 4926 amici (di cui il 97,6% uomini), sempre perfette e assidue frequentatrici dei cessi del locale.
Poi ci trovi, oltre alle meretrici di cui prima, frotte di giovinotti pronti a sedurre ogni creatura nei loro paraggi. I riti di corteggiamento sono variegati:
vanno dal dimenarsi nei pressi della fanciulla in questione, ondeggiando l'anca e sussurrando frasi d'effetto tramandate dagli antichi saggi e di cui non è dato sapere il contenuto... fino all'inneggiare a distanza i propri sentimenti verso la creatura con le tette al vento che si ha di fronte e verso cui mira il proprio uccello... Magari prendendo spunto dalle parole d'amore delle canzoni di sottofondo, come "Ricominciamo" di Pappalardo col suo "...per dirti ti aaaamooooo". Braccia al cielo, sorriso smagliante, sciarpetta sempre perfetta, occhio languido e pieno di amore, anche noto con l'accezione di "sguardo spermatico".
Altro fattore enigmatico è proprio la capacità di questi ultimi di riuscire ad indossare la sciarpa sempre nel modo migliore. Ipotizzo che in tenera età siano state impartite loro delle lezioni in merito.
In questo groviglio di corpi, ci trovi spesso alcuni 40enni e 50enni in tiro, con la calvizie incipiente, che sono ancora giovani dentro. Quelli che spesso ordinano da bere per tutti (prosecco soprattutto), per accaparrarsi l'attenzione dei piccioni di cui prima. Inscenando addirittura spettacoli pirotecnici con le stelline di Natale, all'apertura di ogni nuova bottiglia. Evento commemorato anche dal dj che puntualmente esorta la folla delirante ad acclamare l'evento.

La bella gente si conosce tutta. Si muove in branco. Spostandosi di locale in locale a seconda del giorno della settimana, di cosa "va" in quel periodo.

Io mi trovo defilato, a bordo pista. Sfiorato dal tipo esaltato che, dimenando l'anca, si struscia contro la mia amica schifata.
Sono inerte, e osservo questo mondo finora inesplorato. Sono quello sfigato, che è serio e immobile, mentre gli altri ridono, bevono e ballano. Solitario, mentre gli altri si muovono in gruppi di almeno 3 persone.
Mi sento a disagio ad essere vestito in un contesto di gente seminuda.
Sono quello sobrio tra gente esaltata da un abuso di alcool fine a sè stesso.
Io sono quello che ad un certo punto sceglie di andar via e a cui, come pegno per l'uscita, viene chiesto un bigliettino per la consumazione. Che non ho. Quindi devo rimediare. 7 euro per una Tennent's, che non mi piace. Ricevo il pass per tornare nel mio squallido mondo che la neve sta imbiancando.
Mi lascio alle spalle gente danzante sulla nuova hit del momento che tutti conoscono.
Tranne me.